Non credevo davvero che ti avrei parlato di questo oggi, ma la verità è che ogni animale a cui mi connetto in questo viaggio mi offre lezioni inaspettate, che sono sempre molto più ampie di quanto immaginassi. Mi parla e mi conduce in territori nuovi, ancora inesplorati, che poi io dono a te, caro figlio della natura. In realtà sono loro a guidare il viaggio, gli spiriti degli animali, e non io che sono solo un semplice portavoce del loro messaggio di trasformazione per te. E questo è il bello della vita, essere sempre pronti ad accogliere nuove lezioni che ci sorprendono. Viviamo in un ciclo evolutivo continuo, dominato da fasi differenti che ci accompagnano dalla genesi di qualcosa fino al suo massimo sviluppo e poi al suo declino, ovvero alla fase di trasmutazione, e infine nel silenzio, che è il preludio all'aprirsi del nuovo ciclo. I quattro elementi di natura danzano in questo ciclo, insegnandocene le caratteristiche, e questo ci permette di abitare al meglio ogni fase, riconoscendola e usandone le peculiarità per raggiungere i nostri obiettivi e realizzare i nostri desideri. Il fenicottero è considerato l'uccello dei quattro elementi. Oggi allora facciamo un giro della ruota attraverso questo potente animale per trovare il nostro equilibrio tra forze opposte che plasmano la nostra vita, imparando l'arte di danzare tra gli elementi. Impareremo a muoverci con grazia nella trasformazione, a stare sospesi nel presente, in equilibrio su un solo piede, come il fenicottero. Fermati, respira e ascolta. Questo è Lampi di Sciamanesimo, un podcast che ti offre brevi pratiche trasformative per immergerti nel potere della natura e sopravvivere alla giungla urbana, ritrovando calma, ispirazione, vitalità. Io sono Benedetta Altichieri, Spiritual Coach, e sono la tua guida in questo viaggio. Caro figlio della natura, prendi un respiro profondo. Chiudi gli occhi e lasciati trasportare. Immagina una laguna salata, il sole caldo sulla pelle, l'odore salmastro dell'aria, il rosa intenso dei fenicotteri che contrasta vivace con l'azzurro dell'acqua cristallina. Senti il vento sfiorare il tuo volto mentre il suono dei fenicottili che danzano in gruppo giunge a te. Con il cuore aperto chiamiamo lo spirito del fenicottero perché ci guidi in questo viaggio di equilibrio e trasformazione. Parte prima. L'Aria: ispirazione e visione. Direzione dell'Est Il fenicottero appartiene al cielo, all'aria, al padre e dunque alla direzione dell'est dove il sole sorge e tutto ha inizio. le diverse tradizioni sciamaniche e di stregoneria hanno visioni differenti sulla ruota degli elementi ma io sento risuonare forti in me quelle che iniziano appunto da est associando l'est con l'elemento aria. Come si dice nella Bibbia in principio era il Verbo ed il Verbo è appunto Aria, frequenza, vibrazione che dà origine alla materia Lo spirito viene insufflato nel corpo del primo uomo attraverso il respiro e respirare è la prima cosa che facciamo quando usciamo dal ventre materno. L'aria è dunque ispirazione e visione come atto che attiva la creazione. il fenicottero compie lunghissime migrazioni notturne simbolo delle nostre capacità psichiche e visionarie che risvegliano in noi la voglia di viaggiare di partire per la nostra personale avventura di vita ma per partire, per migrare, bisogna osare bisogna staccarsi dalla massa e dal suo conformismo che vorrebbe limitarci entro confini sicuri ma castranti in cui i colori della vita si fanno sempre più flebili giorno dopo giorno. E allora il piumaggio rosa acceso del fenicottero diviene l'antidoto, alimentando la creatività e il coraggio di essere autentici, originali, diversi e perciò protagonisti della propria avventura. Ognuno di noi è unico e possiede tratti prominenti che lo rendono un essere irripetibile. Nel tentativo di piacere a tutti, cerchiamo di attenuare i nostri contrasti di colore, per paura di essere notati, additati, di polarizzare le opinioni. E così, cercando di piacere a tutti, finiamo per non piacere davvero a nessuno e soprattutto a noi stessi. Diventiamo sbiaditi. Intendiamoci essere se stessi è certamente un costo perché se tiriamo fuori la nostra originalità irrimediabilmente a qualcuno non piaceremo non possiamo risuonare con tutti ma è un costo che si può tollerare a cui si può sopravvivere il rifiuto è un'esperienza che comunque non possiamo evitare perché fa parte della vita e normalizzarla ci porta a non temerla più così tanto come quando risiede nel nostro inconscio. Ciò che fa davvero male, in modo irreparabile, è nascondere il nostro bellissimo, unico e irripetibile piumaggio. Dentro di noi sappiamo che esiste un'unicità e per quanto possiamo averla dimenticata, repressa, modificata, questa unicità ci chiamerà sempre a sé e se non la ascoltiamo lo farà attraverso la sofferenza. Tradirsi fa più male che essere rifiutati. Ricordalo. Ed ora i colori intensi del fenicottero, rosa come un sole al tramonto, ci aiutano a transitare verso il prossimo elemento. Parte seconda. Il Fuoco. Trasformazione e rinnovamento. Direzione del Sud. In Egitto il fenicottero era associato all'antichissimo dio solare Ra. Il suo piumaggio acceso dunque, oltre ad essere un simbolo di creatività e ispirazione, ci aiuta ad accendere il processo trasformativo attraverso l'elemento fuoco. In inglese il fenicottero è detto flamingo, che ha la stessa radice di fiamma. E l'etimologia, ovvero l'origine greca della parola fenicottero è Phoenix Pteron, che significa piume di porpora. Phoenix, ovvero la fenice. Che il mitico uccello di fuoco, capace di rinascere dalle sue stesse ceneri, non fosse altro che il bellissimo fenicottero? Il fuoco è simbolo di trasformazione alchemica e nella ruota degli elementi deriva dall'aria perché senza di essa senza ispirazione non c'è combustione e dunque trasformazione il fuoco della passione delle nostre ispirazioni ci chiama alla trasformazione o combustione l'energia di questa chiamata produce bellissimi risultati i nostri successi e contemporaneamente trasforma una parte di noi in cenere. Quale parte? Quella che ha completato il suo servizio e che dobbiamo essere disposti a lasciare andare per creare spazio al nuovo per espanderci e rinnovarci come ogni cosa in natura. E' interessante in questo senso notare che una varietà di fenicottero ha delle piume nere alle estremità di ciascuna ala, che secondo le antiche tradizioni erano 12. Perché questo numero? Il 12 è il simbolo del compimento, 12 sono i mesi dell'anno e le fatiche di Ercole. Questo numero ci parla dunque di morte e rinascita, di cicli che si concludono e nuovi cicli che si aprono. In molte società tradizionali i riti iniziatici della pubertà avvengono a 12 anni. Le prove di iniziazione sono momenti in cui la nostra personalità viene messa sotto stress e le nostre più profonde paure ci vengono a fare visita. Lo scopo è quello di disgregare parte di questa struttura chiamata personalità le nostre abitudini, le nostre convinzioni per permettere a qualcosa di nuovo di emergere qualcosa che ci porta ad un'ottava superiore dove avremo accesso a uno stato di coscienza più elevato. Io credo profondamente che di chiamate iniziatiche nella nostra vita ce ne siano molte e che in più momenti siamo invitati a morire per rinascere, perché un determinato ciclo di apprendimento si è concluso e siamo pronti per qualcosa di diverso. Ma quanta resistenza poniamo nella nostra società, a questo processo? Quanto siamo in grado di riconoscere le prove iniziatiche come tali affrontandole con fede e quanto invece ci rintaniamo nella frustrazione, nel vittimismo, nel capitano tutte a me? Quando capitano tutte a te, caro figlio della natura, quando le tempeste della vita soffiano forte e gli incendi si propagano, è perché il Sacro Fenicottero, ovvero la Fenice, è venuto a visitarti per ricordarti che qualcosa deve crollare affinché la tua immortale essenza possa emergere. Offriti allora al sacrificio, al fare sacro e lascia che il processo accada con la fede che ciò che crolla lo fa semplicemente perché non ti serve più, non ti corrisponde più. Allora questa nota di colore nero nel piumaggio colorato del fenicottero richiama proprio questo archetipo della morte. La morte nella vita, intesa come preludio di un nuovo inizio. La notte buia dell'anima, la chiamano. Buia, come il grembo materno, luogo acquatico per eccellenza. Negli I Ching si dice che quando un determinato principio giunge al massimo della propria espressione naturalmente poi inizia a recedere lasciando spazio al principio opposto che inizia ad accrescersi come il sole a mezzogiorno, che all'apice del suo splendore comincia il suo declino mentre le forze del buio iniziano a farsi strada. Nulla nella dinamica di questa vita dura per sempre, neppure il dolore. Nascita e morte sono due archetipi opposti che si toccano, come fanno gli elementi in questa danza circolare che il fenicottero ci ispira. Parte terza. L'acqua: emozioni e flusso. Direzione dell'ovest E così dal fuoco passiamo all'acqua. Il fenicottero vive in acqua, l'elemento per eccellenza legato alle emozioni al nostro scioglierci e fluire perché di questo abbiamo bisogno quando il fuoco ha acceso la nostra trasformazione bruciando e trasmutando. Abbiamo bisogno di acqua per sciogliere strutture, mondare ferite. Sciogliere significa abbassare le difese ed entrare in contatto con le nostre emozioni più autentiche, con il nostro vulnerabile e sacro cuore, accedendo all'esperienza del flusso, dello scorrere nell'impermanenza poetica della vita. Dobbiamo accettare questa nostra natura impermanente e lasciare andare gli attaccamenti il bisogno di certezze che poi tali non sono mai e scopriremo che il mare non ci tradirà non ci affogherà e anzi ci condurrà impeccabilmente ai nostri lidi dove da sempre siamo diretti. Il fenicottero rosa ha il colore del chakra del cuore la frequenza dell'amore che ci porta in connessione con ciò che ci circonda. Questo animale si nutre in modo particolare, infila la testa sott'acqua, la aspira e successivamente filtra il nutrimento, espellendo ciò che non serve. Anche noi dobbiamo guardare dentro l'acqua, dentro le nostre emozioni e relazioni. Guardare per imparare a scegliere cosa ci fa bene e cosa no. Le emozioni come il corpo non mentono se qualcosa ci fa male lo sentiamo se una relazione ci fa soffrire dobbiamo ascoltare questo messaggio che la nostra anima ci porta un avvertimento che spesso trascuriamo perché lo copriamo con altre narrative anche molto sottili che l'ego ricama. Narrative in cui dobbiamo vincere l'amore di quella persona come fosse una sfida con noi stessi in cui intendiamo quel dolore come una prova che c'è passione e intensità in cui pensiamo che dobbiamo sacrificarci per gli altri o migliorarci per rispondere alle loro aspettative e richieste su di noi. Tutto ciò in verità tarpa le nostre bellissime ali e quella sofferenza viene a dirci che stiamo compromettendo l'unicità del nostro piumaggio per sentirci accettati. Ma noi dobbiamo essere amanti e amici in primis di noi stessi a volte lasciare andare qualcuno è il modo migliore di amarlo e di amarsi. Lasciare scivolare nell'acqua quella relazione e con essa la parte di noi che era disposta a compromettersi pur di mantenerla lasciarla andare affinché si sciolga e si riunisca al tutto permettendoci di rinascere dalle ceneri. Rinascere in acqua come Venere, come il fenicottero che si staglia contro un cielo azzurro. Parte quarta. La Terra: comunità e nutrimento. Direzione del nord. Il fenicottero è un animale sociale, indipendente, ma connesso al gruppo. Ci insegna la differenza tra essere distinti ed essere separati. Spesso pensiamo che per far parte di qualcosa dobbiamo assomigliare a quel qualcosa ma questo ci fa male è un pattern comportamentale molto diffuso che confonde connessione, confusione. Nella connessione siamo individuati, distinti, ciascuno con la sua personalità da questo spazio individuato entriamo in un contatto sano basato sul rispetto delle originalità e dell'autenticità di ciascuno anche dei difetti di ciascuno, dei silenzi, del succedersi delle diverse fasi della vita in cui possiamo essere differenti ed entrare in relazione con l'altro in modo diverso. State attenti a chi addita i vostri cosiddetti difetti come fonte delle proprie sofferenze perché anche se a parole può dirvi il contrario in realtà vi sta dicendo "per andarmi bene devi cambiare". Dalla parte opposta della connessione c'è la fusione ovvero la codipendenza che avviene quando perdiamo e ibridiamo le nostre caratteristiche con quelle dell'altro in un modo tale da non capire più chi siamo o da farci pensare che dobbiamo cambiare, migliorare per essere accettati. Questo accade in molte relazioni, tra partner, in famiglia e anche con gli amici. Il fenicottero, animale sociale che vive in comunità molto ampie, ci insegna con il suo piumaggio sgargiante ad essere connessi, difendendo e tutelando quel patrimonio di unicità che ci contraddistingue. La terra, infine, è anche nutrimento. In pochi sanno che il fenicottero nutre i suoi piccoli in modo speciale, producendo una specie di latte che provvede al loro sostentamento. Anche noi possiamo secernere questo latte, questo nutrimento estremamente sostanzioso per noi stessi, per i nostri progetti, per le persone che amiamo. Lo possiamo fare a patto che restiamo noi stessi, individuati e connessi alla tribù allo stesso tempo. Il fenicottero danza tra gli opposti, tra terra e aria, tra fuoco e acqua, in un equilibrio dinamico. Così anche noi possiamo imparare da lui quest'arte dell'equilibrio. con un piede nella vecchia vita e uno nella nuova possiamo assecondare la dinamicità delle cose restando ancorati al presente ma con lo sguardo rivolto al futuro godendoci l'emozione della transizione impeccabilmente diretti verso il nuovo che ci attende. Pratica della settimana. L'equilibrio del fenicottero Inizia trovando un momento di calma e tranquillità chiudi gli occhi e visualizza un fenicottero con il suo elegante piumaggio rosa e la sua maestosa elegante presenza. Immagina di essere in una laguna in sintonia con il ritmo della natura e percepisci l'energia di questo straordinario uccello. Lasciati permeare dalle sue qualità, grazia, equilibrio e capacità di danzare tra terra e cielo. Ora, prendi ispirazione da questa immagine mentre ti prepari a entrare nella pratica, eseguendo la posizione yogica dell'albero in cui, come il fenicottero, sei in equilibrio su una sola gamba. Puoi adattare l'esecuzione di questa posizione, o asana, in base alle tue capacità. Inizia in piedi, con i piedi uniti e la schiena dritta. Sposta il peso su un piede, trovando stabilità. Appoggia l'altro piede sulla caviglia della gamba d'appoggio, tenendo le dita del piede a terra. Questa variante è ideale per chi si avvicina alla pratica dell'equilibrio. Se te la senti, porta il piede sollevato internamente sulla gamba d'appoggio, sotto il ginocchio o al polpaccio. Mantieni le mani unite davanti al cuore, in posizione di preghiera. Se hai più confidenza con questo asana, porta invece il piede sollevato all'interno della coscia opposta, cercando di mantenere l'equilibrio. Ora, in qualunque di queste situazioni ti trovi, distendi le braccia lateralmente come fossero ali. Mentre mantieni la posizione, percepisci la danza degli elementi attorno a te. Senti il tuo corpo ancorato a terra, mentre il tuo spirito si eleva verso il cielo, proprio come il fenicottero. Esplora la bellezza del tuo essere unico e lasciati ispirare dalla grazia del fenicottero. Ricorda, questa pratica non riguarda la perfezione nell'equilibrio fisico, ma l'armonia tra l'interiorità e l'esterno. Concludi con gratitudine verso te stesso per aver abbracciato questo momento di connessione con gli elementi e con il tuo sé autentico. Ripeti questa pratica ogni giorno per una settimana, osservando come varia il tuo equilibrio di giorno in giorno in base a come ti senti e a ciò che accade nella tua vita. Nel salutarti ti ricordo l'appuntamento della settimana prossima, sempre di mercoledì, con Lampi di Sciamanesimo. Il prossimo animale sarà la farfalla e l'arte della trasformazione. Se questo podcast ti sta ispirando, attiva la campanella delle notifiche per non perdere neppure un episodio e lasciami qualche stellina di recensione sulla tua piattaforma podcast preferita. Le musiche di questo episodio sono composte da Amedeo Schiavon. Alla settimana prossima, dunque! Con amore... Wild Phoenix.