Le gambe di Simona Allora, cosa te ne pare di come stanno venendo le casette, Manuèl? Mi sembra che stiano venendo proprio bene. Mi piace particolarmente questa, con l'intonaco giallo fatto con la sabbia di Pièa e quegli affreschi all'interno, semplici ma d'effetto. Belli, neh? Sì. Sono casette modeste ma graziose, ciascuna con il suo pezzetto di giardino. Eh per forza... Il target al quale le propongo è un gruppo di rumeni che conosco, e i rumeni non comprano niente se non c'è un po' di terreno per farci l'orto. Direi che è perfetto quindi. Del resto, anch'io non avrei voluto una casa senza giardino. A proposito, come ti ci trovi nella tua casetta di Baldissero? Benissimo, Bruno: l'abbiamo ristrutturata io e il mio amico Carlos, che è carpentiere di professione, e l'abbiamo rimessa praticamente a nuovo. Per fortuna non è grande, e quindi il lavoro non è stato particolarmente impegnativo. Non avrai mica intonacato la facciata di mattoni a vista, eh? Era il suo bello. Ma no, Bruno, non sono mica matto: riesco ancora ad apprezzare la bellezza dei vecchi mattoni pieni. Però adesso la facciata è quasi completamente ricoperta di fiori: la mia amica Mayra mi ci ha fatto appendere vasi un po' dappertutto e li ha riempiti di gerani parigini, surfinie e dipladenie: una cascata di fiori, una vista davvero spettacolare, anche se mi sembra un po' di abitare nella casetta di Biancaneve. Ci mancano solo i sette nani. Sui muri? Non potevate metterli in giardino? Oh, se è per questo, il giardino è pieno di piante fiorite: le ha scelte tutte Mayra. Sono piante che fioriscono in diversi periodi dell'anno, per cui in ogni mese il mio giardino ha i suoi fiori. Insomma, sei sommerso dai fiori, ragazzo mio. Una roba un po' gay… Sì: un po' dolciastro come effetto, per un maschio. Però è bello, dai. E poi, lo sai, ho anche qualche albero abbastanza raro: una bellissima quercia che avrà almeno cent'anni e un cedro dell'Himalaya che fa una figura magnifica. Ah sì, me lo ricordo quel cedro: per fortuna è al confine del giardino, altrimenti ti portava via il sole con la sua ombra, talmente è alto. Sì, è imponente. Ma perché non vieni a vedere la mia casa uno di questi giorni? Ti piacerà com'è venuta. Grazie, volentieri, appena riesco a liberarmi dagli impegni. Per fortuna c'è lavoro e sono sempre su e giù con i clienti o bloccato in quel cavolo di ufficio con Patrizia che mi ossessiona, lei e i computer! Ad ogni modo, visto che ci hai messo tanto impegno, perché non fai un mutuo e te la compri? Non ha senso fare tutto quel lavoro per una casa in affitto. Sì, hai ragione, a questo punto credo che lo farò. Ho quasi finito di ripagare il prestito a mio fratello e mio padre, per cui penso di potermi permettere un mutuo. Non credo poi che le rate sarebbero troppo gravose. No, il prezzo è più che onesto. Passa domani in ufficio, che ne parliamo con calma. D'accordo. In fondo adesso ho un'attività avviata, la banca non dovrebbe neppure chiedermi un garante. Infatti. Ti rende bene il vivaio? Esito un attimo. Sì, mi rende abbastanza, ma ho anche altre fonti di guadagno. Tipo la vendita delle mie casette, eh? Certo Bruno, anche quella. Ma poi ho altri lavoretti miei. Mi chiudo a riccio, non avendo alcuna intenzione di rivelare a Bruno la mia attività di fotomodello, specie adesso che sono un po' in ansia per le condizioni di Gianni. Benissimo, Manuèl. Fra l'altro, se vieni in ufficio, ti faccio conoscere la Simona. Simona? E chi è? Eeeeh, lo vedrai con i tuoi occhi: una stangona alta un metro e ottanta con i capelli biondi e lisci da svedese. Insomma, una figona, ragazzo mio. Ah. Sì, okay, mi farà piacere incontrarla, dico asciutto. Ma cosa ci fa nel tuo ufficio? Lavora per me da qualche giorno: porta i clienti a fare le visite, come fai te ogni tanto. Ah okay, è una tua collaboratrice, immagino. Sì. Ha delle gambe da urlo, sai? È la classica coscialunga con gambe da fotomodella. Mmmh, interessante, dico freddo. Ma sì, lo so che tu sei fidanzato, non lo dicevo per quello. Però fa sempre bene agli occhi e allo spirito vedere delle belle gambe, no? Sorrido. Sì, penso di sì. A proposito, come sono le gambe della tua ragazza? Lunghe, ben fatte, un po' pelose. Bruno resta interdetto. Pelose? Eh sì. Non mi piacciono le gambe troppo lisce e senza peli. Bruno mi guarda come un alieno. Ma mi prendi per il culo, Manuèl? No no, dico sul serio. A quel tipo fisico non starebbero bene le gambe depilate, credimi. Bruno non sa cosa dire, poveretto. Gli dò un'amichevole pacca sulla spalla e gli sorrido. Dai, andiamo a farci il solito bianchetto al bar. Esita un po', poi s'incammina con me. Certo che sei ben strano te, Manuèl. Sì, sono un po' strano. Ma dopo il bar vieni con me in ufficio, così ti presento la Simona. Oookay, se proprio ci tieni. Ne vale la pena, ragazzo mio, lo vedrai. ... Simona, questo è Emmanuel. Piacere, Emmanuel. Piacere mio, Simona. Ed è effettivamente un piacere guardarla: è una gran bella ragazza di una trentina di anni, con i capelli biondo platino lunghi fin sulla schiena e gli occhi scuri (segno che probabilmente i capelli sono tinti), alta quasi come me: ha un fisico e un portamento da fotomodella ed è vestita con un'eleganza sportiva che le dona molto. Allora Simo, dove stavi per andare? Al castello di Dusino San Michele, Bruno, come avevamo concordato. Ma il cliente ha i soldi sì o no? Perché quello è un pezzo da novanta, un edificio storico, e poi enorme. Sì Bruno, si tratta di due coniugi norvegesi con l'ambizione di castellani. I soldi li hanno eccome, anche se certamente tireranno sul prezzo. Questo è normale, si contratta sempre: basta che non esagerino. In che lingua gli parli? Inglese. Me la cavo, ma mi sento un po' nervosa: sai com'è, un conto è chiacchierare del più e del meno, tutt'altro conto è descrivere un edificio con i giusti termini tecnici. Certamente, Simo. Ma ora che ci penso, questo ragazzo qua l'inglese lo parla bene. Vero, Manuèl? Lo sapevo: Bruno mi ha incastrato. Stavo tentando di fare lo gnorri: gironzolavo per l'ufficio scambiando quattro chiacchiere con Patrizia e accarezzando la testa a Mao, sdraiato in una poltroncina come al solito, ma il mio ostentato disinteresse non ha funzionato. Mi giro con un sorriso. Sì, Bruno? Dicevo che te lo sai bene, l'inglese. Perché non accompagni la Simona al castello di Dusino? Così lo vedi anche te, che è una cosa che merita. E quando la Simo ha qualche problema con i termini tecnici o roba del genere, intervieni te e la aiuti. Mi riesce difficile dire di no: Bruno ha fiducia in me e "la Simo" mi sta guardando con un sorriso speranzoso. Quanto ci vorrà? mi informo per precauzione. Perché nel primo pomeriggio devo essere al vivaio. Ve la caverete con un'oretta e mezza. Sospiro. Okay, allora andiamo. Simona sospira anche lei, di sollievo. Grazie, mi togli davvero un peso dallo stomaco. Figurati. Ci incamminiamo lungo le scale dell'ufficio e raggiungiamo il fuoristrada di Simona, ovviamente molto più nuovo ed elegante del mio. Saliamo a bordo e partiamo. Simona guida bene e con prudenza, non rinunciando però a mettere in mostra una delle sue belle gambe attraverso lo spacco della sua gonna di tweed da mezza stagione. Pian piano la mia tensione si allenta: mi rilasso e ascolto le sue parole, ispirate a pragmatismo e buon senso: "La Simo" non è solo una bella donna, ma è anche una persona intelligente e piacevole. Sai, Emmanuel... scusa, posso darti del tu? Certo. Sai, questo incarico mi mette in imbarazzo: è la prima volta che mi occupo della vendita di un pezzo così importante. Ci credo: vendere un castello è una bella responsabilità. E i clienti devono essere veramente ricchi, per poterselo permettere. Sì, lo sono: sono due coniugi sulla cinquantina assolutamente determinati a fare i castellani. Allora sono le persone giuste. Ci tengo molto a portare a termine questa vendita, non solo per Bruno, ma anche per me: ne ricaverei una gran bella provvigione. Immagino: con quel che costa un edificio di quel genere... Neanche poi molto, in proporzione: sai, più un edificio è grande e complicato da vendere, più il suo prezzo ne risente. Comunque sì, è pur sempre molto caro. Quei due coniugi sono ricchi, ma ci scommetto quel che vuoi che prima o poi saranno costretti ad adibire il castello a struttura ricettiva: fanno tutti questa fine. La gente non ha idea di quanto costi mantenere un edificio di quel genere, anche solo per il riscaldamento. Senza dubbio, Simona: vedo quanto mi costa il mantenimento della mia casetta di 65 metri quadri... Vivi da queste parti? Sulla collina di Baldissero. Ah, magnifico posto. Anch'io vivo in collina, ma vicino a Castelnuovo. Per tornare alla vendita, Bruno è stato preciso come al solito e mi ha preparato tutti i documenti: planimetria, visura catastale eccetera. Indica una cartellina di cartone rigido giallo chiusa da un elastico sul sedile posteriore. Quelli me li ha dati da una settimana, per cui mi sono tradotta tutto e non avrò problemi a descrivere l'interno dell'edificio ai due norvegesi. Però stamattina Bruno mi ha dato anche una scheda con delle sintetiche informazioni sulla storia dell'edificio e sull'esterno: ha un grande parco. Ecco, quello è stato un colpo basso: non può darmi una cosa così lunga da tradurre cinque minuti prima della visita. Simona scuote la testa, piuttosto seccata. Posso chiederti, per favore, di provare a tradurla tu mentre io guido? Così magari la descrizione della storia e della parte esterna la fai tu, se ti va. Mi sorride con garbo. Certo, Simona. Mi volto a prendere la cartellina, la apro e tiro fuori la scheda, manoscritta, vergata di pugno di Bruno: per fortuna ha una scrittura molto chiara e ordinata, facile da leggere. Mi concentro sul testo da tradurre e non dico più nulla fino al nostro arrivo a destinazione. Ed ecco apparire di fronte a me la sagoma del castello, che emerge da un magnifico prato alberato su quella che sembra essere una pianura, ma che, come ho letto nella scheda di Bruno, è in realtà un vasto altopiano pianeggiante. Mi vengono in mente le atmosfere che piacciono tanto a Gianni, ma questo in effetti, proprio come ha scritto Bruno, attualmente ha piuttosto l'aspetto di un palazzetto neogotico: la sua struttura interamente in mattoni pieni lo farebbe assomigliare ad un gigantesco cottage di campagna, se non fosse per la bella torretta rotonda che emerge dal corpo principale dell'edificio. I due clienti norvegesi ci stanno già aspettando davanti alla loro Audi TT 8N grigio metallizzato. Sono entrambi biondi e altissimi: la signora è una tipica nordica sulla quarantina avanzata, con una bellezza fredda ed elegante, il marito è un bell'uomo con gli occhialetti tondi e l'aria da intellettuale. Sorridono nel vederci e ci tendono la mano. Good morning! I'm Simona, it's a pleasure to meet you, esordisce Simona, sfoderando un inglese formale e corretto, anche se un po' impacciato. Good morning Simona, nice to meet you, risponde la signora. Il marito si limita a sorridere cordialmente. Did you have trouble finding the place? No, not at all: the castle is easy to find; it's signposted almost everywhere. It's also clearly visible from the road. Yes, that's true. May I introduce my colleague? He'll be assisting you today as well. Simona indica me. Capisco che è il mio turno di parlare. Hello, I'm Emmanuel, dico stendendo la mano, che i due coniugi stringono a turno. Hanno una stretta molto energica, direi vichinga. Nice to meet you, Emmanuel. Il marito sorride di nuovo e commenta: A very young colleague, I see! Yes, very young, but he already has some experience with houses, mente Simona. Faccio segno di sì con la testa, ma non me la sento di confermare a voce. Sto continuando a ripassare mentalmente la tiritera che dovrò esporre, ricavata dalla scheda di Bruno. Simona inizia ad inoltrarsi nel grande parco, seguita dai due clienti e da me. Please feel free to look around at your own pace. Here is a brochure with the property details, dice, consegnando ai clienti un plico preparato dalla zelante Patrizia. The property is strategically located 10 minutes from the Villanova toll booth, 10 minutes from the center of Asti, and about 30 minutes from Turin. It sits on a 3-hectare site with a centuries-old park. Meanwhile, as we stroll through the park, my colleague will explain to you the main details of the castle's history. Oh, good! We'll listen with pleasure. Faccio un profondo respiro e inizio a parlare mentre cammino con loro, simulando naturalezza per quanto possibile. Dusino San Michele Castle has medieval origins, likely dating back to the 12th century, but has undergone numerous renovations over the centuries, resulting in its current 18th- and 19th-century architectural style. It was originally surrounded by defensive walls and a moat, but, as you see, today it has a more stately feel. Yes, it looks more like a palace than a castle, conferma il marito, osservando la struttura. Indeed. However, the tower betrays its origins and makes it look exactly like what it is: a medieval castle. It was originally a fortified structure dating back to the 12th century. It has been renovated and modified over time, transforming into the prestigious residence we see today. It also includes a chapel and a guesthouse. La mia spiegazione sta filando liscia: i due clienti la ascoltano assentendo con la testa. Continuo a camminare parlando e mi sento più una guida turistica che un agente immobiliare: ma tanto, da quel punto di vista, è Simona che ci deve pensare; perciò, al termine della mia spiegazione, sorrido soddisfatto e taccio, limitandomi a passeggiare attraverso il bel parco. Infine seguo Simona all'interno del castello, che in effetti, dopo tutti gli interventi di modifica che ha subìto nel corso dell'Otto e del Novecento, ha più l'aspetto di una elegante residenza signorile che di un castello. Di medioevale, alla fine, gli è rimasta solo l'apparenza esterna, dovuta soprattutto alla torre. Apprezzo alcuni magnifici soffitti di legno pregiato a cassettoni, mentre trovo francamente orribile la ristrutturazione dei bagni: non so come sia potuto venire in mente a qualcuno di rivestire le pareti con le classiche piastrelle a disegni geometrici degli anni Settanta! Oltre ad essere orribili in sé, creano un contrasto stridente con la signorilità del palazzo. Immagino che i due coniugi norvegesi abbiano in mente una totale ristrutturazione di alcuni ambienti: di sicuro tireranno moltissimo sul prezzo, ammesso che siano davvero convinti di comprare il castello. … La visita è finita. I hope you enjoyed the tour, conclude Simona stringendo la mano ai due coniugi. It was great having you here today. Please feel free to reach out if you'd like to schedule a second viewing or discuss the property further. Without a doubt, we won't miss it. For now, thank you for the tour and the explanations. We'll be in touch anyway. See you soon! See you soon, and have a safe journey home. I due clienti risalgono a bordo della loro Audi, mentre Simona ed io raggiungiamo il suo fuoristrada, un comodo Opel Monterey color canna di fucile, quasi nuovo. Guardo l'orologio. Hai fretta?, mi chiede Simona, notando il mio gesto. Sì, un po' sì. Avrò a malapena il tempo di mettere sotto i denti qualcosa, prima di precipitarmi al vivaio, dove mi aspettano un paio di clienti importanti. Hai un vivaio? Sì, ho un vivaio a Baldissero, sopra Valle Ceppi. È ancora piccolo, ma in crescita. Accidenti, ti dai da fare per uno della tua età. Sorrido. Eh sì, sono costretto a farlo. Sai, ho un figlio di quasi due anni. Simona si volta a guardarmi stupita. Davvero? Hai bruciato le tappe, direi. Sei sposato? No. Tu hai figli? Sì, due, ma sono separata. Con mio marito non ha funzionato. Simona chiude il discorso, laconica, ed è chiaro che non ha voglia di parlare del suo matrimonio. Stranamente, non mi fa neppure domande sul mio mancato matrimonio e non cerca di sapere da chi ho avuto quel figlio. Ti va se mangiamo un boccone al bar Giardino? Sì, volentieri: un pranzo vero e proprio non riesco a farlo, oggi. Simona sorride e guida verso Castelnuovo. Grazie per la spiegazione in inglese. Prego, figurati. L'inglese l'ho imparato abbastanza bene grazie anche ad una vacanza di studio a Cambridge. Sì, non hai l'accento yankee in effetti. Sei un ragazzo simpatico, in gamba, aggiunge dopo un silenzio. E anche un bellissimo ragazzo. Grazie, mi schermisco, detto da te suona davvero come un complimento: tu hai tutto l'ufficio di Bruno che ti sbava dietro, scusa l'espressione. Ride. Sì, lo so. Ma sai, a me non importa proprio niente di quel tipo di rapporto: non mi vendo al migliore offerente. Fai bene: è terribile mandare avanti rapporti squallidi. Sei fidanzato tu? Mi mordo un labbro, non sapendo cosa rispondere. Sì e no. Scusa, in che senso sì e no? Resto in silenzio per un po', poi decido di sputare il rospo, non so perché. Simona, io sto con un uomo. Mi guarda con la coda dell'occhio, senza riuscire a nascondere lo stupore. Ah, dice semplicemente. Per favore, non dirlo a Bruno. No, certo. Dopo un lungo silenzio aggiunge: Comunque tu non sei gay. Da cosa lo deduci?, le chiedo con un mezzo sorriso. Intuito femminile, risponde, facendo emergere dallo spacco una parte della sua lunga coscia, inguainata in calze di nylon color grigio fumo. Scuoto la testa ridendo. No, non sono del tutto gay, hai ragione. Non lo sei nemmeno un po'. Semplicemente, ti sei innamorato, e quindi non badi al sesso della persona che ami. Sei cieco, come tutti gli innamorati. Sì, hai ragione, è così, rispondo. Per tutto il resto del viaggio non parliamo più, ed anche al bar discutiamo solo i particolari della visita al castello. Simona è convinta dell'effettivo interesse dei clienti per la proprietà, mentre io sono più scettico. Troppi dettagli degli interni mi hanno convinto che la spesa per restituire al castello la sua dignità originaria sia ingente, e non so se i due norvegesi avranno voglia di spendere tutti quei soldi. Una cosa è certa, Simona, concludo, bevendo un sorso del mio solito succo di ananas. Se anche decideranno di fare una proposta di acquisto, tireranno dannatamente sul prezzo. Aspettati una proposta indecente. Mi sorride e mi rivolge uno sguardo al di sopra dell'elegante calice da cui sta bevendo il suo vino bianco. Da chi? Da loro… o da te? Arrossisco e cambio argomento.