Da chi lo hai saputo?
Non credo che abbia importanza.
Come non ha importanza? Ha importanza per me, fratello! Ho il diritto di sapere chi è l'amico che mi accoltella nella schiena, cazzo.
Tranquillo, nessuno ti ha accoltellato. Giorni fa, quando ne hai parlato con Antonia, io ero davanti alla porta e ho sentito tutto. Le stavo portando un po' di provviste e un giocattolo per Martino.
Hai sentito tutto? Vuoi dire che… hai origliato??
Se vogliamo metterla così, sì: ho origliato. Usavate toni molto accesi, specialmente lei, e ho temuto che fosse successo qualcosa di grave.
Ma complimenti, fratellone! Complimenti vivissimi! Vuoi un applauso per questo?
Emmanuel, lascia perdere. Ora non ha importanza come l'ho saputo. Restiamo sul pezzo, per favore.
Eh, sul pezzo un corno… Non sono affari tuoi chi frequento, ok?
Calma, fratellino. Se permetti questa faccenda è abbastanza grave: sono lo zio e il padrino di tuo figlio, caso mai te ne fossi dimenticato.
E allora?
E allora cosa? Emmanuel, trovo preoccupante che tu non ti renda conto che l'esempio che stai dando a tuo figlio è assolutamente inaccettabile. Hai un rapporto clandestino con un maschio adulto, dannazione! Un maschio impegnato con un altro maschio! Ma sei impazzito o cosa?
Michele, modera i toni: non ti permetto di trattarmi come un ragazzino. Sono perfettamente consapevole dell'anormalità del mio rapporto con Gianni.
Ah già, si chiama Gianni, dimenticavo. Ho sentito che lo puntualizzavi ad Antonia.
Mettiti la tua ironia dove non batte il sole, fratello. Sì, si chiama Gianni Gandolfini, è un eccellente fotografo di Milano, io sono il suo modello preferito e stiamo realizzando progetti artistici.
Il suo modello preferito!... Senti senti…
Sì, perché? Non sono proprio da buttare, e riesco ad interpretare parecchi ruoli fuori del comune. Ma non so nemmeno perché perdo tempo a parlartene.
Progetti artistici, eh? E i progetti prevedono anche che l'artista, come di prammatica, si porti a letto il suo modello preferito?
Michele, basta. Non ti permetto di insultare quell'uomo, e nemmeno me. Il nostro è un rapporto serio. E sì, lo so che suona strano: ma non hai davvero il diritto di giudicarmi. È una storia d'amore, la nostra: amore vero, profondo. L'attrazione fisica c'entra poco.
Permettimi di dubitarne. Ad ogni modo questo amore "vero, profondo" come ha intenzione di svilupparsi?
In che senso, scusa? Non è che un rapporto si sviluppa sulla base di intenzioni, a meno che uno non abbia un progetto di vita tipo sposarsi e fare dei figli: il che, ovviamente, nel caso mio e di Gianni è escluso a priori. Andiamo avanti come possiamo, tiriamo avanti dignitosamente.
Dignitosamente!
Sì fratello, dignitosamente. Il problema è soprattutto suo, perché lui deve far coesistere l'amore per me con quello che prova per il suo compagno: ed è un amore profondo, credimi.
Compagno che, ovviamente, non ne sa nulla.
No, non ne sa nulla, perché saperlo gli causerebbe una sofferenza inutile. Di fatto Gianni non gli toglie niente, perché continua ad amarlo come prima.
Curiosa prospettiva! Questo Gianni dev'essere schizofrenico per riuscire a mandare avanti contemporaneamente due rapporti di vero amore.
Tu lo dici per paradosso, ma è proprio così: Gianni rischia di diventare sul serio schizofrenico, dato che la sua anima è scissa in due. Ha provato con tutte le sue forze a fare a meno di me, ma non ci è riuscito. Sta a me cercare di fare in modo che trovi un equilibrio, e non è facile. 
Ma, fratellino caro, sul serio… chi te lo fa fare?
Che domanda stupida, Michele. 
Stupida? Dio santo, io non posso capacitarmi che tu possa essere diventato un… un… 
Un?...
Una cosa del genere, insomma! Fratello, parliamoci chiaro, da uomo a uomo (almeno spero): voglio capire con chi ho a che fare. Tu sei la parte attiva o quella passiva?
Lo sapevo che mi avresti chiesto questo. Quindi l'unica cosa che t'interessa sapere è se il mio corpo è inviolato?
Emmanuel, abbi pazienza: non posso immaginarti in quella situazione.
Sarebbe meglio, per te, se fossi io a violare il suo corpo?
Sì, in tutta sincerità sì, anche se l'idea mi disgusta. Scusami fratellino, non so cosa farci, sono troppo etero per capire certe cose.
Preparati a una sorpresa, fratellone: non sono né la parte attiva né quella passiva.
In che senso, scusa?
Nel senso che il nostro rapporto non prevede la penetrazione reciproca. 
Ma allora… voglio dire… come fate?
Non mi va di scendere nei dettagli, Michele: sappi solo che non è un fatto fisico.
Vuoi dire che è un fatto di cuore?
Sì, è così. È un fatto di cuore, o meglio di anime. Le anime non hanno sesso.
Dovrei sentirmi sollevato, fratellino, ma invece mi sento anche peggio. Se è così, è una cosa seria: vuol dire che ami davvero quel fotografo.
Ti ricordo che è un uomo, prima di essere un fotografo. E sì, amo davvero quell'uomo. Provo per lui un affetto profondo, un senso di assoluta solidarietà, una grande tenerezza. 
Capisco… Le cose stanno peggio di come pensassi. Del resto, al cuore non si comanda, e io stesso ne so qualcosa. Rispetto i tuoi sentimenti, visto che di sentimenti si tratta. 
Grazie.
Cerchiamo solo di capire come gestire al meglio la situazione: con tuo figlio come la metti?
Non la metto in nessun modo: come ho già detto ad Antonia, lui non mi vedrà mai in compagnia di Gianni e io non ce l'ho scritto in faccia che mando avanti un rapporto gay. Che poi, gay è un modo stupidissimo di definire il mio modo di essere, ma vabbè, non pretendo che voi riusciate a capirlo.
Grazie della concessione, perché in effetti non riesco proprio a capirlo. Emmanuel, tu per me sei sempre stato un mistero e una sorpresa continua, ma in questo caso ti sei superato: non avrei mai creduto che potessi diventare… questo, ecco.
Questo COSA?
Questo che sei ora. Non so se te ne rendi conto, ma stai rinunciando ad avere un tuo futuro come marito, padre di famiglia, insomma quelle cose normali che fanno le persone normali: un giorno ti ritroverai completamente solo, dannazione.
Davvero, fratello? E sei proprio tu a dirmelo? Questo implica prima di tutto che sia tu stesso a lasciarmi solo. 
Non intendevo dire questo.
No, però l'hai detto. E poi dimentichi che una famiglia, in qualche modo, ce l'ho già: ho un figlio, Martino, e Antonia accetta la situazione, anche se a denti stretti. Inoltre non sarò solo, perché ho almeno due grandi amici, disposti ad accettarmi così come sono.
Quei due capoverdiani, vuoi dire?
Sì, Carlos e Mayra. Soprattutto lei, devo dire, perché Carlos è molto perplesso per questo mio rapporto.
Ah, vedo che il tuo amico ragiona. 
In questi casi, Michele, si ragiona con il cuore, non con il cervello: perciò ti sbagli, ragiona meglio Mayra. E ora dimmi: hai intenzione di mettere in piazza la mia colpevole relazione con un maschio adulto impegnato? In altre parole, andrai a dirlo a papà e mamma?
No, non ho intenzione di farlo.
Te ne ringrazio.
Ma prima o poi la cosa salterà fuori da sola, fratello! Voglio dire, prima o poi verrete allo scoperto, tu e questo Gianni, se il rapporto dura.
No, non lo faremo, a meno che non accada qualcosa di veramente grave e imprevisto. Non siamo pazzi, Michele, ci rendiamo conto entrambi della situazione. Stiamo cercando di viverla con la massima discrezione possibile.
Almeno questo, Emmanuel. Mi dispiace di averti offeso, non era mia intenzione. Lo so che non è colpa tua se sei…
Gay.
No, non gay: hai avuto storie importanti con diverse donne, quindi non sei gay. Intendevo dire "se sei così strano". Strano, ecco: non mi viene in mente nessun altro termine per definirti. Ma non sei cattivo, lo so, e sono sicuro che stai facendo del tuo meglio per tenere in bilico un sacco di cose difficilissime.
Sì, Michele. Mi sento come se stessi camminando su un asse d'equilibrio, devo continuamente stare attento a non commettere passi falsi. Ma vi voglio bene, voglio un sacco di bene anche ad Antonia e a Martino.
È una fortuna che non abbia accettato la tua proposta di matrimonio, quella poveretta.
Forse sì. Ma forse anche no. Se mi avesse accettato come compagno di vita, credo che le cose sarebbero andate molto diversamente. Sai, io sono un tipo fedele: praticamente ho l'animo di un cane. Per fortuna ci sei tu che, nonostante tutto, le stai accanto: Antonia non ha mai smesso di volerti bene, e anche Martino te ne vuole: praticamente ti considera suo padre. Finirà per avere due padri, e andrà bene così. Sono contento, sai, di condividerlo con te: mi sembra di risarcirti in qualche modo per il male che ti ho fatto in passato.
Vieni qua, fratello. Sei la testa più matta che io abbia mai conosciuto, ma ti voglio bene lo stesso.
Anch'io, Michele. Mi dispiace di averti deluso.
Perché deluso? Tu non mi devi niente, non sei mica un mio alunno o qualcosa del genere.
Lo so, ma certamente avresti desiderato un fratello più normale.
Magari un pochino più normale sì. Andiamo a farci una birra al bar qui sotto?
Volentieri, Michele. Ma più che una birra, penso che prenderò una cioccolata calda.
Non cambi mai, vedo: gusti da bambino piccolo. Andiamo, dai.

