1
00:00:00,000 --> 00:00:03,160
Salve a tutti, bentornati al nuovo episodio di psicologo4u, io sono il dottore Andrea

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00:00:03,160 --> 00:00:08,200
Ferrazza e quest'oggi nell'episodio andremo a parlare di paura dell'abbandono.

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00:00:08,200 --> 00:00:12,840
Come ci sarà il dottor Pierluigi Salvi che ci sarà una panoramica di che cos'è la paura

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00:00:12,840 --> 00:00:18,800
dell'abbandono, quando diventa un problema più importante da dover gestire per le persone

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00:00:18,800 --> 00:00:23,800
e come si può cercare di aiutare chi ne soffre a risolvere questo problema.

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00:00:23,800 --> 00:00:30,800
Quindi vi auguro buon ascolto e buona visione e presto.

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00:00:30,800 --> 00:00:37,600
Salve a tutti, bentornati in un nuovo episodio del salotto di psicologo4u, io sono il dottore

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00:00:37,600 --> 00:00:42,640
Andrea Ferrazza e quest'oggi insieme al dottor Pierluigi Salvi parleremo del tema della paura

9
00:00:42,640 --> 00:00:43,640
dell'abbandono.

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00:00:43,640 --> 00:00:46,360
Prima di entrare nel tema, però, Pierluigi, lascio parola a te per presentarti.

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00:00:46,360 --> 00:00:54,600
Si, salve a tutti, io sono Pierluigi Salvi, lavoro che è psicologo4u e sono psicologo-psicoterapeuta

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00:00:54,600 --> 00:00:56,600
ad orientamento gestaltico.

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00:00:56,600 --> 00:01:05,320
Ok, allora, Pierluigi, intanto noi abbiamo già parlato in questo salottino di paure

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00:01:05,320 --> 00:01:12,040
varie, quindi un po' siamo già addentrati nel fatto che ci sono paure più generiche,

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00:01:12,040 --> 00:01:13,040
più specifiche.

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00:01:13,040 --> 00:01:16,480
Questa qui, della paura dell'abbandono, che tipo di paura è?

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00:01:16,480 --> 00:01:19,720
Come ce l'hai da descrivere, questa paura dell'abbandono?

18
00:01:19,720 --> 00:01:28,200
La paura dell'abbandono è una tra le paure ataviche dell'uomo, è una tra le tre paure

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00:01:28,200 --> 00:01:29,200
di base dell'uomo.

20
00:01:29,200 --> 00:01:35,480
La prima è la paura della morte, è una paura molto generale.

21
00:01:35,480 --> 00:01:40,680
La seconda è la paura dell'abbandono e la terza è la paura della pazzia.

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00:01:40,680 --> 00:01:45,360
I miti greci sono pieni di persone che impazziscono, uccidono, fanno cose.

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00:01:45,360 --> 00:01:47,720
E queste sono tre grosse paure dell'uomo.

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00:01:47,720 --> 00:01:52,360
La paura dell'abbandono è direttamente collegata alla paura della morte.

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00:01:52,360 --> 00:01:59,760
In effetti, poi pensiamo ai tempi antichi, una persona lasciata sola, abbandonata, valeva

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00:01:59,760 --> 00:02:04,360
morire, questo fino a 100-200 anni fa, finché i nostri stati non si sono strutturati per

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00:02:04,360 --> 00:02:05,880
dare un'assistenza.

28
00:02:05,880 --> 00:02:10,880
E questa paura è molto presente in tutte le tue infantive.

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00:02:10,880 --> 00:02:14,640
Un bambino ha lasciato solo, equivale a morire.

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00:02:14,640 --> 00:02:19,600
Quindi è una paura che ci portiamo dietro, una paura atavica, storica dell'uomo e che

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00:02:19,600 --> 00:02:21,880
gli permette anche la sua sopravvivenza.

32
00:02:21,880 --> 00:02:31,080
Certo, perché proprio in natura tutti gli animali, mammiferi, eccetera, hanno bisogno

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00:02:31,080 --> 00:02:35,000
di qualcuno che si prenda cura.

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00:02:35,000 --> 00:02:40,520
Quindi, ritorno ai bambini, anche ai cuccioli che cercano le mamme.

35
00:02:40,520 --> 00:02:45,760
Si riconosce sin da subito, senza avere un cervello troppo strutturato, che se non c'è

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00:02:45,760 --> 00:02:49,800
mamma, papà, o comunque qualcuno che si prenda cura, un caregiver, diciamo, in maniera

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00:02:49,800 --> 00:02:52,400
un po' più neutra, non si va da nessuna parte.

38
00:02:52,400 --> 00:02:55,000
È certo, è così.

39
00:02:55,000 --> 00:03:01,600
Infatti, tutte le emozioni, la paura non fa eccezione, sono localizzate in quella parte

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00:03:01,600 --> 00:03:02,600
del cervello più antica.

41
00:03:02,600 --> 00:03:12,320
Cioè, la parte di cervello che in pratica hanno quasi tutti gli esseri viventi, senzienti,

42
00:03:12,320 --> 00:03:19,040
ma si sospetta anche quelli meno senzienti, tipo esseri più semplici a livello cellulare.

43
00:03:19,040 --> 00:03:25,360
È localizzata proprio in quelle parti del cervello interno che hanno tutti gli esseri

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00:03:25,360 --> 00:03:33,320
viventi, perché sono fattori essenziali per la sopravvivenza.

45
00:03:33,320 --> 00:03:37,560
Allora, insomma, hai spiegato un po' che la paura dell'abbandono è un qualcosa che ci

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00:03:37,560 --> 00:03:40,560
portiamo dentro ed è abbastanza innata.

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00:03:40,560 --> 00:03:45,520
Ti volevo chiedere, però, nel senso che da come ne stavi parlando sembra qualcosa che

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00:03:45,520 --> 00:03:48,800
è un po' più nella mente, che sta lì un po' di sottofondo.

49
00:03:48,800 --> 00:03:53,200
Sei il bambino che ha paura di perdere il genitore, però con quel genitore tendenzialmente

50
00:03:53,200 --> 00:03:55,880
è lì, oppure magari più come dicevi in vecchiaia.

51
00:03:55,880 --> 00:04:01,200
Quando è invece che diventa, e se c'è un momento che diventa un vero e proprio problema,

52
00:04:01,200 --> 00:04:06,640
che diventa un qualcosa che blocca la persona, che la fa vivere in maniera estremamente

53
00:04:06,640 --> 00:04:08,840
disagioggiata questa paura dell'abbandono?

54
00:04:08,840 --> 00:04:16,720
Eh sì, certo, tutte le emozioni, e la paura non fa eccezione, sono in qualche modo funzionali

55
00:04:16,720 --> 00:04:17,720
alla sopravvivenza.

56
00:04:17,720 --> 00:04:23,360
Diventano funzionali quando sono inserite in un quadro che non è più quello di origine

57
00:04:23,360 --> 00:04:24,360
adeguato.

58
00:04:24,360 --> 00:04:29,120
L'uomo ha un po' questa tendenza di costruire degli schemi comportamentali, delle credenze

59
00:04:29,120 --> 00:04:33,840
che si porta dietro, tende a portarsi dietro per tutta la vita.

60
00:04:33,840 --> 00:04:45,680
L'abbandono è ultrafunzionale in età infantile, è ancora abbastanza funzionale durante, nella

61
00:04:45,680 --> 00:04:49,520
prima adolescenza, adolescenza, ma poi diventa completamente disfunzionale.

62
00:04:49,520 --> 00:04:59,080
Semplicemente per il fatto perché noi adulti bene o male riusciamo in qualche modo a sopravvivere,

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00:04:59,080 --> 00:05:04,440
anche senza un cargaiver, anche senza una persona che ci sta accanto.

64
00:05:04,440 --> 00:05:12,120
La nostra sopravvivenza non è più minacciata, però questo timbro di questa paura ci rimane

65
00:05:12,120 --> 00:05:17,400
addosso e quindi tendiamo a riprodurla nel tempo quasi all'infinito.

66
00:05:17,400 --> 00:05:23,800
Questo naturalmente è molto presente, qui bisognerebbe poi fare tutto un discorso sugli

67
00:05:23,800 --> 00:05:29,200
stili di attaccamento, nei tipi di attaccamento in sicuro, la paura dell'abbandono è molto

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00:05:29,200 --> 00:05:34,320
più presente che nei tipi di attaccamento in sicuro per rifarsi alla teoria dell'attaccamento

69
00:05:34,320 --> 00:05:37,480
di polpi, ma qui bisognerebbe aprire un capito molto ampio.

70
00:05:37,480 --> 00:05:44,200
Comunque diciamo che l'apparato dell'abbandono si struttura in età adulta, si permane in

71
00:05:44,200 --> 00:05:49,760
età adulta per naturalmente le esperienze che in qualche modo abbiamo avuto con i nostri

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00:05:49,760 --> 00:05:55,680
genitori o comunque con chi ci ha accudito e se è strutturata in una determinata maniera

73
00:05:55,680 --> 00:05:57,600
diventa un po' disfunzionale.

74
00:05:57,600 --> 00:06:02,560
Questo sempre lo vediamo, l'apparato dell'abbandono è presentissima in tutte quelle possiamo

75
00:06:02,560 --> 00:06:10,800
chiamare difendenze affettive per andare dove è proprio evidente al massimo, ma la possiamo

76
00:06:10,800 --> 00:06:19,520
vedere anche in molti stili relazionali, soprattutto stili relazionali a livello di coppia, la troviamo

77
00:06:19,520 --> 00:06:28,280
tantissime volte, quindi è una paura molto presente e sostanzialmente riflette in qualche

78
00:06:28,280 --> 00:06:32,960
modo una posizione infantile all'interno della relazione.

79
00:06:32,960 --> 00:06:37,440
Ok, quindi rifacendo un po' il riassunto, cercando un po' di semplificare magari per

80
00:06:37,440 --> 00:06:43,280
chi non è troppo avvezzo, si sta dicendo che in base a come si è cresciuti con i propri

81
00:06:43,280 --> 00:06:48,520
genitori, quindi se ci sono genitori presenti che annullavano e cercavano di annullare questa

82
00:06:48,520 --> 00:06:53,560
paura atavica di cui parlavi prima, allora tendenzialmente crescendo, anche in base poi

83
00:06:53,560 --> 00:07:01,000
all'esperienza di vita quando si cresce, si tende a non avere una paura dell'abbandono

84
00:07:01,000 --> 00:07:04,680
di quelle devastanti che ti bloccano, etc.

85
00:07:04,680 --> 00:07:11,840
Al contrario, se i genitori quando erano piccoli erano più, come dire, lascivici, abbandonavano

86
00:07:11,840 --> 00:07:17,240
tra virgolette, maggiormente non ci davano sicurezza nella loro presenza, crescendo magari

87
00:07:17,240 --> 00:07:24,160
sono state anche quelle situazioni un po' così, allora si rischia di sviluppare queste tendenze

88
00:07:24,160 --> 00:07:27,720
che hai detto Tuco e possono sfociare anche nella dipendenza effettiva che è proprio

89
00:07:27,720 --> 00:07:29,760
l'apoteosi della paura dell'abbandono.

90
00:07:29,760 --> 00:07:33,560
Sì, abbastanza semplificato, però è così.

91
00:07:33,560 --> 00:07:35,680
In pratica cosa è accaduto?

92
00:07:35,680 --> 00:07:40,680
Non è stato permesso, comunque non si è portato a termine quel processo che si chiama

93
00:07:40,680 --> 00:07:49,160
individualizzazione e separazione, ok? Questo perché a un certo punto, soprattutto durante

94
00:07:49,160 --> 00:07:54,280
l'età infantile, ma soprattutto durante l'atolescenza viene a creare il processo di individualizzazione

95
00:07:54,280 --> 00:08:00,640
e separazione dalle figure di accudimento, cioè il soggetto, la persona si percepisce,

96
00:08:00,640 --> 00:08:03,880
riesce a percepisci un individuo a sé stante e si stacca.

97
00:08:03,880 --> 00:08:09,920
Questo processo non è proprio portato a termine, e questa paura dell'abbandono un po' continua,

98
00:08:09,920 --> 00:08:16,160
perché viene considerata la persona che abbiamo accanto, comunque la persona riferente, come

99
00:08:16,160 --> 00:08:26,480
indispensabile per la propria vita. E questa, insomma, capisci che è se non altro una visione

100
00:08:26,480 --> 00:08:32,120
un po' disfunzionale, che può essere una visione di una relazione un po' disfunzionale,

101
00:08:32,120 --> 00:08:36,440
è sicuramente fonte di sofferenza e di malessere.

102
00:08:36,440 --> 00:08:42,480
Certo, quindi come da bambini si proietta sui genitori la necessità di averli vicini

103
00:08:42,480 --> 00:08:46,680
per poter sopravvivere, ma da bambini reali, insomma, perché immaginiamo che un bambino

104
00:08:46,680 --> 00:08:52,240
di 5-6 anni abbandonato a se stesso come non possa sopravvivere, questo processo, se non

105
00:08:52,240 --> 00:08:57,560
c'è un individuazione, uno svincolo, chiamamelo come ci pare, insomma, dalla figura genitoriale

106
00:08:57,560 --> 00:09:02,640
e non si riesce a integrare una figura a sé stante, si rischiava di riportarlo anche

107
00:09:02,640 --> 00:09:08,280
poi nel partner, pensando che senza quella persona addirittura si possa non riuscire

108
00:09:08,280 --> 00:09:15,720
a sopravvivere, cosa che è ovviamente abbastanza impossibile, insomma, a meno che si abbia delle

109
00:09:15,720 --> 00:09:19,440
necessità proprio conclamate, no?

110
00:09:19,440 --> 00:09:26,320
Eh sì, certo, sì, certo, così. La parola abbandono è una delle più frequenti con cui

111
00:09:26,320 --> 00:09:33,040
ci si scontra in psicoterapia, è molto più frequente della paura della morte, sembra

112
00:09:33,040 --> 00:09:40,160
strano però è così, quindi è una cosa molto presente, soprattutto appunto nei rapporti

113
00:09:40,160 --> 00:09:41,160
di comia.

114
00:09:41,160 --> 00:09:49,120
Senti, quando sono le sintomatologie più frequenti, insomma, come si manifesta questa

115
00:09:49,120 --> 00:09:50,120
paura dell'abbandono?

116
00:09:50,120 --> 00:09:58,280
L'abbandono, come ho detto prima, è molto ampio, si manifesta appunto in difficoltà

117
00:09:58,280 --> 00:10:05,720
a recidere relazioni, chiamiamole così, tossi, cioè la persona molto spesso preferisce

118
00:10:05,720 --> 00:10:15,200
stare in una situazione di sofferenza che prendersi il rischio di staccarsi, oppure

119
00:10:15,200 --> 00:10:27,280
si va alla ricerca di non riesce in qualche modo a ritagliarsi una vita propria, ma sempre

120
00:10:27,280 --> 00:10:34,480
collegata a qualcun altro. Queste sono insomma le cose più eclatanti e poi si va anche dalle

121
00:10:34,480 --> 00:10:42,000
minime cose, non è solo presente nel rapporto di coppia, ma anche nei rapporti amicali,

122
00:10:42,000 --> 00:10:53,040
nei relazioni sociali, cioè persone, esempio, che negano il proprio io e in qualche modo

123
00:10:53,040 --> 00:10:58,440
le tipiche persone, quelle che piacciono a tutti e che in qualche maniera è una negazione

124
00:10:58,440 --> 00:11:03,080
del proprio essere, perché è quasi impossibile che ci sia a tutti, o quelle che non dicono

125
00:11:03,080 --> 00:11:10,680
mai di no. Cioè è sotto sotto nove volte su dieci scorre questo, cioè la paura di non

126
00:11:10,680 --> 00:11:21,520
piacere e la paura di essere in qualche modo e rimanere soli. Quindi anche proprio negare

127
00:11:21,520 --> 00:11:27,440
il proprio volere che possa essere una cosa molto banale, tutti propongono il sushi, magari

128
00:11:27,440 --> 00:11:32,840
se io ho voglia di pizza mi adeguo a tutti quanti proprio per questa paura. Bravo, anche

129
00:11:32,840 --> 00:11:38,960
se io poi il sushi lo comi su a casa perché sono a legge, hai capito? E' proprio una

130
00:11:38,960 --> 00:11:44,240
negazione del proprio se alla fine e al piano, per il timore di non piacere agli altri,

131
00:11:44,240 --> 00:11:48,920
per il timore di non essere in linea con gli altri, per il timore di rimanere insoliti,

132
00:11:48,920 --> 00:11:54,160
degli altri per questo, perché non sono uguali a loro, perché non faccio ciò che vogliono,

133
00:11:54,160 --> 00:11:59,920
perché ho un pensiero diverso o perché sono diverso o perché è il mio all'otanno, o

134
00:11:59,920 --> 00:12:05,160
comunque mi rifiutino e di conseguenza mi abbandono, no? In qualche modo. Senti, come

135
00:12:05,160 --> 00:12:10,960
si può intervenire? Perché è comunque una questione molto presente, come stavi dicendo,

136
00:12:10,960 --> 00:12:17,320
ci sono molte persone, la seconda paura più grande nell'essere umano, come si può intervenire

137
00:12:17,320 --> 00:12:24,200
in questi casi? Sai, intervenire è un po' in questo, in teoria occorre passare da una

138
00:12:24,200 --> 00:12:30,720
posizione infantile a una posizione adulta e matura. Per fare questo ci vuole essenzialmente

139
00:12:30,720 --> 00:12:39,400
una pesa di consapevolezza del problema, che è sempre il primo step, per in qualche modo

140
00:12:39,400 --> 00:12:45,120
portare alla luce il meccanismo interno che ci porta a fare questo, che non è facile,

141
00:12:45,120 --> 00:12:53,720
perché a volte è un po' diciamo nascosto sotto altre cose. Per andare a prendere consapevolezza

142
00:12:53,720 --> 00:13:00,640
della parola abbandono a volte bisogna in qualche modo lavorare molto con le persone, perché

143
00:13:00,640 --> 00:13:10,160
non è facile da vedere, perché non è mai così evidente. In qualche modo bisogna fare

144
00:13:10,160 --> 00:13:16,800
questo, prendere consapevolezza degli schemi, prendere consapevolezza del nostro passato,

145
00:13:16,800 --> 00:13:22,560
di questa paura, di come ci la portiamo dietro, e degli schemi comportamentali che questa mette

146
00:13:22,560 --> 00:13:30,600
in modo per in qualche modo essere tenuta sotto controllo. Un primo lavoro può essere

147
00:13:30,600 --> 00:13:38,320
questo, poi un secondo lavoro può essere quello di andare a ricercare lo stile relazionale

148
00:13:38,320 --> 00:13:44,920
del passato, soprattutto con la madre, il padre, le figure di attaccamento, e andare

149
00:13:44,920 --> 00:13:51,680
un pochino a lavorare su quello. In pratica un lavoro un po' più sul qui ed ora, dicendo

150
00:13:51,680 --> 00:13:57,920
che sei tu, hai il tuo destino in mano, se questa cosa non ti sta bene proviamo a trovare

151
00:13:57,920 --> 00:14:02,600
delle tecniche, delle situazioni che ti possono permettere di modificare le cose che non ti

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stanno bene. Dall'altra un lavoro invece su quello che diciamo prima, su come da bambini

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abbiamo vissuto il rapporto con i genitori, che sono le prime figure di attaccamento,

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e su capire come sono andate le cose, cercando un po' di integrarle per aiutarci a staccarci

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da quel modello. Sì, è detto bene, su questi due binari mio approccio e lavoro essenzialmente

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sul qui ed ora, e che io ritengo la cosa più fondamentale, anche perché il passato non

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lo cambi, però il passato lo puoi in qualche modo prendere in consapevolezza e comprendere,

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e questo comprendere, prendere in consapevolezza il passato, anche in qualche modo andare a

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rivivere determinati episodi con la consapevolezza di oggi e non quella di un bambino di 8, 6,

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7, 10, 11 anni, ti fa in qualche modo comprendere, prendere in consapevolezza e vedere alcuni

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aspetti che a quell'età non ti sei permesso di vedere, che in qualche modo ti stai portando

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dietro. Non so se mi sono spiegato. No, no, è molto chiaro anche perché poi ecco, qui

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in questo salottino abbiamo ospitato tanti professionisti, tanti approccio, no, quindi

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è sempre utile anche un po' vedere come ognuno e ogni approccio, diciamo anche un po' questo

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è lo scopo, cerca di dare soluzione a delle problematiche, a delle situazioni. Quindi

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il qui ed ora sicuramente è un punto di partenza molto utile, soprattutto poi integrandolo

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magari ecco, come dicevi nel comprendere quello che è successo nel passato che ci ha portato

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a quella sofferenza, quello star male insomma di quel momento. Sì, è un po' un paradosso

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anche qui, perché il lavoro del qui ed ora nel presente è in qualche modo si riporta

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il qui ed ora anche nel passato, cioè in Gestalt si in qualche modo esplora il passato come

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se fosse in questo momento per permettere alla persona con la sua consapevolezza adulta

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di in qualche modo vivere il passato nella sua consapevolezza adulta, quindi vivere il

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passato nel qui ed ora. Molto molto interessante insomma. Allora per lui io ti ringrazio,

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sei stato molto chiaro per spiegarci insomma perché si soffre di questa paura dell'abbandono

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così a tapica come dicevi tu e ricordo a tutti che se volete prenotare un appuntamento

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con il dottor Salvi qui in descrizione potete trovare direttamente il suo link. Grazie

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per Luigi. Grazie a te Andrea, saluto a tutti. Un saluto a tutti, alla prossima.

