Non voglio davvero infrangere l’illusione. Vorrei crederci anch’io, a quella storia d’amore, ma ho una coscienza intellettuale… e non posso fare a meno di dirvi la verità. Un saluto a tutti i lettori! Io sono Irene Riderelli — scrittrice, blogger e lettrice appassionata — e questo è Nei Libri! Nell’ultimo mese ho visto ovunque sui social clip del nuovo film di Luc Besson, “Dracula: A Love Story.” E, lo ammetto, come tanti mi sono innamorata del Dracula interpretato da Caleb Landry Jones. Ma il punto è: il Dracula di Besson è davvero quello creato da Bram Stoker? O stiamo parlando di due personaggi molto diversi? Vediamolo insieme. ---------------------------------------------------------------------------------- “Era vicino a me… potevo vederlo sopra la spalla, ma il suo riflesso non c’era!” Jonathan Harker, un giovane agente immobiliare, arriva in Transilvania per concludere la vendita di una casa londinese al conte Dracula, erede di un’antica stirpe. Ben presto si accorge che il suo cliente è… diciamo pure inquietante. Dracula è l’archetipo del vampiro: una figura che da più di un secolo incarna la lotta eterna tra bene e male, tra ragione e istinto, tra desideri proibiti e morale vittoriana. Un personaggio nato quasi dall’inconscio collettivo, e responsabile di tanti dei nostri incubi. ---------------------------------------------------------------------------------- Il romanzo ci trascina dentro la storia attraverso un espediente unico: diari, lettere, articoli di giornale. Questa struttura rende tutto più realistico, come se stessimo leggendo documenti autentici. Dracula è affascinante e disturbante allo stesso tempo. Incarna il male, sì, ma possiede anche un fascino irresistibile. E il fatto che abbia un lato quasi tragico lo rende ancora più interessante. Attorno a lui si muovono personaggi fondamentali: Mina Harker, intelligente e determinata, e Van Helsing, carismatico e perfetto cacciatore di vampiri. Sono loro a dare davvero forza al romanzo. E qui arriviamo al punto: Mina. Come cambia il suo personaggio dal libro al film di Besson? Piccolo spoiler! Se non volete sapere nulla, fermate qui l’episodio e tornate dopo aver visto il film. Nel libro, Mina è brillante, pratica, organizzata. Tiene insieme i diari, le mappe, gli orari dei treni. È lei la stratega del gruppo, ed è anche grazie al suo legame psichico con Dracula che riescono a rintracciarlo. È una donna forte, tutt’altro che una damigella da salvare. Nel film di Besson, invece, tutto cambia: Mina diventa la reincarnazione di Elisabeta, la moglie perduta di Dracula. Non è più un’alleata, ma il cuore di una storia d’amore tragica. Dracula la cerca per secoli, e la loro connessione muove tutta la trama. Alla fine, è lei stessa a chiedere di diventare vampira, per poter stare con lui per sempre. Il suo ruolo, quindi, passa da mente strategica a anima gemella. E anche Dracula cambia moltissimo. In Stoker è un predatore, una creatura misteriosa che agisce per potere e sopravvivenza. Nel film diventa invece Vlad il Principe, condannato all’immortalità dopo la morte della donna che amava. È il dolore a nutrirlo, non più solo la sete di sangue. Insomma: più figura tragica che mostro. In poche parole: il libro è un romanzo gotico dell’orrore, che parla di lealtà, virtù e coraggio. Il film, invece, è un romance gotico, fatto di dolore e amore eterno. Mina passa da stratega a reincarnazione dell’amore perduto. E Dracula da mostro ad amante disperato. Sono due storie diverse, nate però dalla stessa radice. Prima di salutarvi, vi ricordo che sul mio canale YouTube parlo di libri con più calma e più nel dettaglio. Se siete curiosi, trovate il link nella descrizione qui sotto. E come sempre… alla prossima. Ciao!